Bellissima, ripeto bellissima la presa di posizione di studenti e docenti laici della Sapienza di Roma che, alla notizia secondo cui papa Benedetto XVI avrebbe proninciato, giovedi' prossimo, un discorso in visita all'ateneo romano, hanno indirizzato una lettera aperta al Rettore, Renato Guarini. Della "delegazione", che potremmo ribattezzare "finalmente un po' di coerenza e dignita'", fanno parte quasi tutti i fisici della Sapienza. Come noto, la Chiesa ha per secoli considerato un insulto a dio anche solo vagliare ipotesi cosmologiche differenti da quelle accettate dalla Chiesa stessa. Ora, la visita di un cotal papa, che ha dimostrato in lungo e in largo di essere programmaticamente e pervicacemente reazionario in qualsiasi ambito, dottrinale e non, ha comprensibilmente provocato la levata di scudi.
Altrettanto comprensibilmente, la strategia dei "papa boys" si scagliera' contro questo "violento" rifiuto, contro questa presa di posizione che rivelerebbe, immagino le loro parole, la natura intollerante e malvagia del laicismo tout court.
Peccato che se si legge la missiva il messaggio e' chiaro: e' assurdo che un'istituzione laica e promotrice della libera conoscenza come l'Universita' debba fare bordone alle posizioni (per carita', legittimamente) reazionarie del papa e della chiesa da lui rappresentata. Legittime le prese di posizione del papa, ma perche' farne un "padrino" di cio' che lui stesso combatte? Tutto cio', nelle parole dei firmatari, e' "sconcertante".
Io approvo, anche se...
Anche se, per motivare a titolo di esempio la presa di posizione, si e' fatto secondo me l'esempio sbagliato, o meglio uno dei piu' fuorvianti. E' stato scritto: "Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un'intollerabile affermazione di Feyerabend: "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto"".
Quel processo - l'ho studiato in modo approfondito, e' uno dei pallini del mio ex docente di Filosofia della Scienza - ERA giusto, e la condanna ERA corretta, anche se dalle GIUSTE contestazioni a Galileo la curia ne trasse motivo per una crudele sentenza, che non sequitur dalle "carte processuali".
Scorretto, ca va sans dir, e' l'USO che di quel processo ha fatto Ratzinger citando Feyerabend. Ma l'analisi di Feyerabend e' lucidissima ed inattaccabile, a differenza di cio' che ci ha costruito sopra Ratzinger (una sorta di "riabilitazione" di un errore simbolico della chiesa, che getterebbe un'ombra di legittimita' automatica anche su altri notori errori della chiesa)
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3 commenti:
Pupò, dato che sò gnorante, avresti voglia di spiegarmi, in sintesi, perchè il processo a Galileo era giusto e la condanna corretta?
Per ricompensa ti invito a cena al Bolognese, che tanto pare ci vadano tutti! ;)
gan, mi scuso in anticipo se riassumo moltissimo, poi magari se vuoi approfondiamo pure :-)
Quel che volevo dire, o meglio quel che Feyerabend dimostra - a mio modo di vedere incontestabilmente - e' che Galileo, nel "difendere" la (corretta, col senno di poi) teoria copernicana, si appella a "prove" e dimostrazioni che sono un mix di A) "prove" corrette anche a tutt'oggi B) "prove" scorrette o proprio sballate - ad es. una pseudospiegazione delle maree che e' stata smentita in seguito C) "prove" basate su strumenti - come il canocchiale - all'epoca tutt'altro che "affidabili".
gia' questo basterebbe a gettare una piccola "ombra" sulla posizione di Galileo (che insomma, all'epoca e in quel contesto, opero' con tecniche retoriche e sperimentali molto poco "scientifiche", almeno per quanto noi intendiamo con "scientifico"). Inoltre, c'e' da dire che la posizione della Chiesa, nella persona dell'intelligente Cardinale Bellarmino, almeno in origine, NON era di "condanna": POSTO CHE le "prove" non erano cosi' sicure, POSTO CHE gli strumenti non davano risultati cosi' univoci, POSTO CHE sembrava poco "saggio" stravolgere un'opinione ben radicata ed "attestata" (dai sensi, dalla tradizione culturale religiosa e laica - vedi Aristotele) sulla base di un'ipotesi affascinante ma tutto sommato - per il livello conoscitivo dell'epoca - "azzardata" e poco "falsificata", Bellarmino invitava semplicemente Galileo a trattare il copernicanesimo come un'IPOTESI MATEMATICA: quasi un'esercitazione concettuale, che non avesse la pretesa di avere un aggancio con la realta', almeno in attesa di ricevere "conferme" piu' stringenti.
Galileo, per una serie di ragioni (alcune chiare e condivisibili, altre chiare ma francamente non condivisibili, altre ancora non del tutto chiare), preferi' lo scontro frontale. A quel punto la chiesa, "sfidata" sul terreno a lei piu' congeniale, uso' il pugno di ferro...
Spero di aver ben strutturato quello che intendevo dire. Ovviamente sono stato molto vago e "romanzato", un po' perche' e' sabato ;-) e un po' perche' almeno non son stato troppo pesante...
Pupetto mio, sei stato meraviglioso: non solo perchè la spiegazione è chiara ed efficace, ma anche perchè mi hai dedicato tempo e attenzione. Al Sabato sera! Invece de fà lo sciopping o l'eppi auar, come direbbe Insy! Grazie, un bacio di tutto cuore!
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