giovedì 31 gennaio 2008

E il referendum?

Sino ad ora non ci sono grandi news da commentare (sorvolando sull'onorevole sconfitta della mia amata Juve, e sull'eccezionale prestazione del mio adorato Del Piero...e complimenti a Balotelli!), e allora prendo spunto da un articolo del Corriere della Sera, da cui si evincono alcuni corollari:
A) D'Alema si rivela, ancora una volta, un politico e non uno statista: come spesso e' accaduto in passato, la lucidita', il cinismo e l'indubbia intelligenza di D'Alema si esprimono quasi esclusivamente in queste trovate "strategiche", in questa eterna "lotta per il potere". Non e' un caso che D'Alema sia il migliore personaggio "televisivo" che abbia avuto il centrosinistra da un bel po' di tempo a questa parte. La sua dialettica, la sua lingua affilata, i suoi guizzi argomentativi, le sue pepate repliche colpiscono sempre il segno, ma son repliche che feriscono e non matano: un'ulteriore testimonianza della "crudelta'" di Baffetto, che gode nel far soffrire ma non e' in grado di vincere. Questi strumenti van bene, appunto, per lottare, per mostrare i muscoli. E basta. Del tutto inutile, anzi disastroso si e' rivelato il D'Alema statista, principale responsabile, nel centrosinistra, dell'"inciucio perenne" con Berlusconi (che, non a caso, ha sempre avuto parole d'elogio e apprezzamento per D'Alema, e quando si doveva proporre un nome di centrosinistra per qualche incarico importante - vedi, ultimo caso, la candidatura a Presidente della Repubblica - ha sempre puntato su di lui).
B) Il tema del Referendum e' il grande assente, nelle notizie politiche di questi ultimi giorni. Chi l'ha visto? Quasi nessuno lo "incrocia" con gli esiti di questa crisi parlamentare, eppure centinaia di migliaia di cittadini hanno firmato per chiedere di potersi esprimere per via referendaria proprio sulla legge elettorale - che e' il tema portante delle consultazioni di questi giorni - e la Consulta ha non solo dato il via libera al referendum, ma ha anche sottolineato come la legge elettorale vigente, checche' ne dica quel guitto manipolatore di Berlusconi, avrebbe avuto bisogno di aggiustamenti anche senza il referendum, in quanto "carente": in particolare si sottolinea che l'attuale legge, mi par di capire, ha un meccanismo "stupido" di assegnazione del premio di maggioranza, svincolato dal raggiungimento di un certo quorum di voti e/o seggi. Sempre per quanto ne capisco, mi par di intendere che se, putacaso, si andasse alle elezioni con tre poli, anziche' due, e l'esito delle urne desse un 33% - 33% - 34%, l'ultima coalizione avrebbe un premio di maggioranza "ingiusto".

Tornando al nocciolo di questo "corollario", quale giornale, quale giornalista si prende la briga di mettere in campo anche il tema del referendum? In fondo, se centrodestra e centrosinistra si sfidano a colpi di fioretto per valutare la liceita' e l'opportunita' di dar vita ad un "governo a progetto" per modificare l'attuale legge elettorale, e se c'e' nel limbo un referendum che dovrebbe far decidere a noi, e non a "loro", su questo tema, non sarebbe naturale accelerare al massimo l'effettuazione della consultazione referendaria e partire da quella base per continuare la discussione, possibilmente - una volta tanto - piegandosi all'esito della consultazione popolare?

Purtroppo il centrosinistra farebbe carte false per procrastinare le elezioni e cinicamente cavalcherebbe qualsiasi onda, strumentalmente e non per convinzione - al di la' di cio' che i singoli esponenti ne pensano a riguardo - pur di far slittare le elezioni. Si noti che non si sta giudicando se le elezioni subito sarebbero un bene o un male, ma l'approccio a questo tema. Il centrosinistra vuole le non-elezioni a qualsiasi costo, e questa valutazione, che bolla il centrosinistra con il marchio dell'opportunismo, e' fatta non solo, ovviamente, dal centrodestra, ma anche da molti elettori di centrosinistra...

Di contro il centrodestra, anzi Berlusconi e i suoi segugi rimessi in riga chissa' come (si sa, si sa...), cavalcherebbe qualsiasi argomento, userebbe qualsiasi onda pur di approdare prima di subito alle elezioni, visto che i sondaggi li danno vincenti oggi, e "di doman non c'e' certezza". E a loro non frega nulla, apparentemente, se le elezioni subito (con questa legge) siano o meno una soluzione salutare per il paese. Anzi, giungono a ribaltare il loro stesso giudizio (che questa legge sia "una porcata" non l'ha detto Bertinotti o Fassino, ma chi quella legge l'ha fatta...), e giungono a "farsi piacere" la legge, pur di andare al voto. Il Centrodestra, insomma, vuole le elezioni a qualsiasi costo.

Sarebbe carino che Gianfranco Fini, uno dei principali firmatari del referendum, una volta tanto si comportasse da uomo, e non da eunuco (politico) qual'e', e dicesse la sua: e' giusto discutere di elezioni si' o elezioni no, di riforma elettorale si' o riforma elettorale no, mentre incombe, gigantesca ma incredibilmente non vista, la scadenza della consultazione referendaria? Che senso ha?

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Erpupone iuventino? O_O MA VIEEEEEENI!!!
I complimenti per il post sono ancora più entusiastici, dopo aver appreso la bella notizia!

ErPupone ha detto...

:-)

ErPupone, Juve (amore) e Del Piero (sesso) :-)
MezzaMela mastica amaro, ma mi concede il sogno erotico...

Lovestoned ha detto...

mamma mia, sono entusiasticamente d'accordo (di nuovo!) con quanto scrivi in questo post...

...ma c'è una cosa che non ho mai capito: il parlamento ha davvero il potere di modificare i risultati di un referendum a colpi di maggioranza??? la cosa mi è sempre sembrata strana ed illogica... voglio dire: se nel 93 (o quand'era) il popolo ha scelto a livelli plebiscitari il sistema maggioritario, come è possibile che il parlamanto - a colpi di maggioranza - se ne sia tranquillamente fottuto e sia tornato al proporzionale? quello che non capisco è come possa qualcosa che è stato direttamente scelto dal popolo essere cambiato/abrogato da parte delle segreterie dei partiti come se nulla fosse...

...ma forse c'è un 'gap' nella mia logica??????????

ErPupone ha detto...

Direi di no...anche io mi reputo incompetente, in questi tecnicismi. A rigor di logica direi che, visto che il referendum e' sempre abrogativo, si sia potuta in seguito "aggirare" l'indicazione referendaria reintroducendo le norme abrogate, o modificando in toto la legge a cui l'attivita' abrogativa si era applicata...Cioe' se io ho una legge con cinque commi, e col referendum abrogo il comma due e tre, in seguito il parlamento puo' fare una legge che rimpiazzi l'intera legge precedente (con cinque o tre commi, a quel punto, e' indifferente).

Spero che qualcuno piu' competente ci possa illuminare...

Lovestoned ha detto...

mmmh... come al solito, grazie della rapida spiegazione!!! vedremo gli sviluppi...