mercoledì 2 gennaio 2008

Daniele Luttazzi: resistere, resistere, resistere...

Non mi ero pronunciato all'epoca del fattaccio - "e chi se ne frega", mi diranno i miei "40" lettori di manzoniana memoria... :-) - ma ovviamente appoggio Luttazzi e tutto quello che sino ad oggi ha fatto/detto.

A livello di preferenze personali (su cui ammetto ovviamente il dissenso ed eventualmente l'insulto), Luttazzi mi fa parecchio ridere, e trovo che oltre a far ridere sappia sempre tenere in allenamento la mia intelligenza, con punti di vista spiazzanti, paralizzanti e liberatori. Un piccolo Socrate, anche lui accusato di corrompere i costumi.

A livello concettuale, invece, e' semplicemente scandaloso che un'emittente come La7, che necessiterebbe di ascolti come il pane, si privi di Luttazzi dopo avergli fatto firmare un contratto in cui gli si lasciava letteralmente carta bianca, e lo tutelava da eventuali chiusure anticipate non motivate da eventi quali guerre termonucleari, terremoti, decesso di Luttazzi, ecc ecc. Luttazzi fa il tutto esaurito per piu' giorni di fila in TUTTI i teatri in cui va o viene relegato, segno questo che la percezione del "pubblico" forse e' un po' diversa da quanto ci propina la stampa censoria o la TV censoria. Che la stessa mano che epura mi venga a raccontare che la maggioranza del "pubblico" e' a favore dell'epurazione, e' quantomeno sospetto.
Nel merito, poi, non c'e' nemmeno UN motivo corretto che giustifichi la privazione della liberta' di parola (pubblica) al personaggio pubblico Luttazzi. E' stato effettuato dal "berlusconismo" (in questo caso l'on. silvio berlusconi non c'entra, sto parlando della brodaglia di insipienza e superficialita' in cui silvio berlusconi ha potuto crescere e prosperare, e che lui stesso ha contribuito ad alimentare, ma che non e' propriamente solo "colpa" sua) un lavaggio del cervello, tale per cui SOTTRARRE alle persone una voce dissonante - per quanto scomoda e fastidiosa, ma mai "offensiva" o "volgare" - viene alla fine percepito come un atto "a fin di bene". Come se avessimo necessita' di ritornare allo "stato di minorita'" di cui parlava Kant, per essere "protetti" da...Luttazzi!!! (Daniele, se mai leggerai queste righe, potrebbe essere una prossima battuta satirica...il pubblico che deve essere "protetto" da te ma non dalla Binetti, o da Bondi!)

In conclusione (si fa per dire) vi riporto, tratto dal sito ufficiale di Daniele Luttazzi, un brano. Si tratta del botta e risposta tra il direttore nientepopodimeno che di Sorrisi e Canzioni TV, Umberto Brindani, e una sua lettrice, a proposito di Luttazzi. Prima l'"editoriale" del direttore, inframmezzato in neretto dalle considerazioni di Luttazzi - per inciso, non ce n'e' una che non sottoscriverei - e poi la risposta della lettrice e la controrisposta del direttore il quale, allevato alla fulgida scuola dei panini di Mimun, si riserba l'ultima, ridicola parola. Vi prego solo di notare come alla fine il direttore RIBALTI LA FRITTATA in un modo che denuncia AUT l'ignoranza del direttore AUT la sua malafede. Tertium non datur.

"[Brindani] Cari lettori, so di attirarmi le ire dei duri e puri, ( e di attirare le lodi del suo padrone ) quelli che... la satira non si tocca, ma di Luttazzi penso male, molto male. ( Buon segno. ) Penso che se vai in tv devi essere consapevole di avere dei limiti, ( quelli stabiliti dal contratto, carta bianca e niente sospensioni di sorta, sennò col cavolo che mi ci avrebbero visto, su La7 ) altrimenti non ci vai e fai teatro, dove la gente paga il biglietto per vederti ( anche il pubblico tv paga per vedermi: sono i soldi in più che spende comprando i prodotti pubblicizzati ) e sentire le tue acrobazie coprolaliche. ( La satira è fatta così. Se non la volete, guardate Zelig. ) Penso che non tutto è satira ( Zelig ) e che la satira non può essere un facile paravento per dire tutto quello che si vuole. ( E invece è proprio così: la satira è libera. E' un diritto sancito dalla Costituzione. I limiti li dà la legge, non Brindani o chi per lui. ) Penso che i riferimenti al Ruzante o a Rabelais siano un tantino presuntuosi. ( Prima dicono che la tua non è satira, poi quando gli mostri esempi precisi che dimostrano il contrario ti danno del presuntuoso. Non è presunzione: è cultura. ) Penso che non si è martiri se si è ben pagati. ( Con questo argomento, Brindani si schiera definitivamente col lato oscuro. Giustifica la censura dando addosso al censurato. Se un artista è ben pagato, lo vale. A maggior ragione la censura nei suoi confronti è schifosa. Perchè priva il pubblico di qualcosa di valore. ) ( E privare un artista della possibilità di esprimersi riporta a tempi bui. Che Brindani non senta questo come una inciviltà fa capire il tasso di inquinamento diffuso dal berlusconismo. Ma essere pagati non significa essere comprati. ) Penso che se si vuole andare oltre i limiti bisogna assumersene le responsabilità, senza manleve verso l'azienda editoriale che ti ospita. ( Si chiama "contratto". Non ho certo costretto l'azienda a firmarlo. Anzi, hanno insistito eccome! ) Penso che Luttazzi non faccia affatto ridere. ( Altro buon segno. ) Infine sono d'accordo con voi: ( "con voi" chi? I lettori berlusconiani di "Sorrisi"? Ah ah ah ah! ) andava sospeso -non epurato: occhio alle parole- una settimana prima. ( Non è censura, se è una settimana prima. ) Umberto Brindani ( Si firma pure! A futura memoria. )

Gli ha risposto una lettrice. Se l'editore di Sorrisi e canzoni fosse un editore, metterebbe lei al posto di Brindani:

Egregio direttore, con rammarico leggo le sue parole contenute nella risposta alla lettera del sig.Pace di Napoli. Anche io napoletana, ma di parere completamente opposto, difendo Luttazzi e il suo lavoro. Lei di Luttazzi pensa "male, molto male". Io, invece, NO. Penso che la tv sia un mezzo di comunicazione libero e gestibile in modo arbitrario e soggettivo da chiunque, basta cambiare canale per non assistere ad un programma che non corrisponde ai propri gusti. E le assicuro che lo faccio sempre, quando mi ritrovo davanti a impetosi momenti di pseudospettacolo al limite del ridicolo, che nascono proprio con l'obiettivo di essere tali e di attirare l'attenzione di chi ama il litigio pubblico, le urla,le volgarità fini a se stesse.

Penso che se non è tutto satira, tutto può essere trasformato in essa ,che non è mai un paravento per dire quello che si vuole, quanto uno dei diversi modi per farlo, molto meno subdolo e viscido rispetto ad altri e differenti modelli comunicativi di frequente utilizzati in tv per far passare messaggi espliciti, propagandistici, pubblicitari, "morali ed etici".

La satira è un mezzo coraggioso e d'impatto, da apprezzare proprio perché non si cela dietro tristi buonismi e frasi fatte, ma si espone, combatte, difende senza mezzi termini, senza falsa diplomazia, senza cerchiobottismo bigotto e controproducente.

Penso che Luttazzi non si sia MAI posto come un martire, perché lui stesso ne avrebbe riso. È però chiaro che, se si è meno politically correct di quanto la formale e svilente etichetta richieda, è automatico essere al centro di polemiche, esserne il fulcro, essere definito come "epurato" da una rete che ho sempre apprezzato, da LA7, la migliore al momento, o la meno peggio, che dir si voglia.

E se si è ben pagati, buon per Luttazzi. Che almeno si mette in gioco, almeno parla di fatti concreti, e non balla seminudo su un bancone, non fa il prezzemolino di turno, non si appassiona ad un penoso karaoke, non si lascia coinvolgere nell'interessan-tissimo dibattito sulla cellulite della starlette di turno.

Penso poi che la responsabilità non sia stata certo minimizzata, che Luttazzi parli con cognizione di causa, che esprima la sua opinione e la tenga viva. E questa è la prima responsabilità che abbiamo, che ha ciascuno di noi. La responsabilità di difendere il proprio pensiero, di portarlo avanti, e di combattere per. Non ha richiesto l'aiuto dell'azienda, ma una naturale reazione di stupore ha colto Lui come chiunque altro; non prendiamoci in giro: di questi tempi 3/4 dei programmi televisivi andrebbero chiusi, ma no, cosa si sceglie di fare? Frenare, zittire, placare (ci tentano, ma all'Ambra Jovinelli ieri c'era il tutto esaurito, quindi tanto peggio per gli ascolti de La7 ) chi espone i propri pensieri.

(...) Mi sembra quantomeno allucinante imporgli un fantomatico silenzio e lasciare che tutto la restante immondizia catodica continui il suo fluire ( non tutta la tv è fortunatamente da buttare, ma quasi ). Che poi lei pensi che Luttazzi non faccia ridere, de gustibus: cambi canale.

Un'ultima cosa: parlare e ridere delle malattie fa bene, ve lo dice un qualcuno che non è propriamente sano e che ha accanto una persona malata di cancro, che non fa altro che riderne, ironizzando su se stesso e su quello che sta passando. Bravi tutti a giudicare. Scandalizzatevi. Inorridite. Io dico questo: defendemos la alegria. Y la libertad.
Saluti,
Claudia

Cara Claudia, ok, le piace Luttazzi, e non è certamente l'unica. A me non piace. Questa è la libertà. Anzi, la libertad!
Umberto Brindani

Il problema è che i Brindani, che non mi guardano, impongono alle Claudie di non guardarmi. Questa è censura, non libertad, furbastro. DL"

Addendum: sempre per usare le parole di Luttazzi, "Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare."

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Guarda, dopo un attenta lettura di questo post e dopo alcune riflessione che ho preferito tenere per me, sono arrivato ad una, credo, importante conclusione che sento davvero di voler condividere con te e con quanti leggono il tuo blog.

Sono convinto che ognuno debba far sentire la propria voce, nessuno ci può zittire, e soprattutto non bisogna pensare che una singola voce non possa cambiare le cose, perchè è dalle piccole cose che si parte.

Non mi voglio dilungare olre, rischierei di essere noioso.
Fondamentalmente quel che volevo dire è:

UH LA LA, UH LA LA, UH LA LA LAAAAA

(con tanto di balletto, ovvio)

ErPupone ha detto...

Ciao Leo(y) mi spiace solo di non potrer vedere il tuo balletto...mi consolero' con la fantasia...
Ciaooooo