Il sindaco di Verona, Tosi, era stato condannato per discriminazione razziale, a causa di alcuni fatti del 2003 - mi pare - in cui aveva tra l'altro messo in relazione la comunita' zingara con l'aumento dei furti.
Oggi una sentenza della cassazione gli da' ragione, annullando la condanna che gli era stata inflitta. La discriminazione, si dice, e' fondata non sull'etnia, ma sul comportamento. In pratica e' lecito "discriminare" se il discriminato e' un ladro.
Il ragionamento ha un che di strano, e non mi convince. Personalmente, le occasioni in cui ho potuto ammirare all'opera Tosi non mi hanno fatto formare una buona opinione su di lui, ma mi rendo conto che la mia personale antipatia e avversione per la mancanza di cultura e intelligenza non puo' essere un criterio valido di giudizio, e sono pronto ad ammetterlo.
Ma il ragionamento della cassazione mi pare fallace, anche se per spiegare questa presunta fallacia devo fare una premessa: LUNGI DA ME l'idea di equiparare l'operato, o le idee, di Tosi a quelle dei nazisti...ma, mi chiedo, in base al "ragionamento" della Cassazione, non sarebbe stato impossibile, o comunque molto difficile, accusare Hitler di discriminazione razziale? Hitler infatti basava il suo odio nei confronti degli ebrei sulla (fallace e nefasta) convinzione che gli ebrei fossero responsabili di una serie di azioni criminali (tipo infiltrarsi negli ordini medici per uccidere ed avvelenare i tedeschi, ecc ecc). Anche qui, si potrebbe parlare di discriminazione basata sul comportamento (presunto), non su una qualita'. Leggete questa frase della Cassazione: " un soggetto può anche essere legittimamente discriminato per il suo comportamento ma non per la sua qualità di essere diverso".
Per il comportamento sbagliato ci dovrebbe essere l'azione penale, non la discriminazione.
Se uno zingaro commette furti, andrebbe non "discriminato", ma "punito", il che sarebbe indipendente dal suo essere zingaro o rumeno, statunitense o svizzero. E' la legge, che e' in grado di distinguere nettamente i comportamenti dalle valutazioni razziali, non la morale (io "discrimino" sulla base di miei, leciti, convincimenti morali. Chiunque di noi tecnicamente "discrimina", non foss'altro perche' io Tosi non lo vorrei mai come vicino di casa o sindaco, ad esempio...). Ma se la mia "discriminazione" ha effetti pratici, allora diventa condannabile.
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