Spagna, "la Cattolicissima" Spagna. I vescovi entrano a gamba tesa nella campagna elettorale spagnola, evidentemente masticando ancora amaro per le conquiste di civilta' messe a segno dall'onesto, capace e intelligente politico che guida gli iberici (in questo caso queste conquiste sono contro i precetti del Vaticano: unioni civili, aborto, divorzio). Criticano Zapatero per un presunta apertura di credito ai negoziati con i separatisti Baschi. Zapatero, come si confa' ad un esponente laico del laico stato di Spagna, fiero di essere alla guida di un grande paese, rimette al loro posto i vescovi, senza troppi complimenti (immotivati, quando la mossa scorretta e' venuta da loro) e dice "i vescovi sono caduti nella tentazione di utilizzare l'argomento del separatismo basco in campagna elettorale". Come dire "fatevi i fatti vostri, la Spagna non ha bisogno di padrini che la accompagnino per mano".
Italia, l'ipocrita Italia. Mentre i muri di tutte le piu' grandi citta' d'Italia si ricoprono di manifesti piu' o meno anonimi, tutti a suggerire un ripensamento sull'aborto (ma da dove prendono i soldi questi gruppuscoli, spesso ultracattolici senza nemmeno una rappresentanza parlamentare, spessissimo schierati all'estrema destra? Come fanno ad avere soldi e macchine organizzative cosi' efficienti? Chi li ha, i soldi, tra i loro "vicini" di alleanza?), il papa, nella "Giornata per la Vita" promossa dalla CEI - opportunamente preceduta, ieri, SABATO (!!!) dalla notizia del documento redatto da alcuni ginecologi romani sul tema - si pronuncia ancora una volta sull'argomento, ribadendo l'ovvio e ipnotizzando ancora una volta il popolo dei fedeli con le sue argomentazioni elementari e stravaganti (e c'e' anche chi ammira, in questo papa, l'intelligenza e l'attitudine filosofica...o tempora o mores!!!). "Ognuno, secondo le proprie possibilità professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E' infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale". Parole a cui nessuno, dico nessuno rifiuterebbe di aderire, perche' parole di pieta' e di bonta'. Ma che da questa impostazione debba discendere la "linea dura" su aborto ed eutanasia, ognun vede da se come sia un non sequitur. Se la vita deve avere un "naturale tramonto", perche' la Chiesa ha dimostrato tanta durezza e cattiveria, anche post mortem, verso, che so, Pierluigi Welby, che chiedeva solo di smettere di soffrire e di dare alla natura la possibilita' di fare il suo corso? Un "naturale tramonto", era quanto chiedeva Welby, dopo anni ed anni di sofferenze indicibili, per se e per chi lo amava.
Ed ancora...se la vita va tutelata "sempre", perche' bollare come "assassina" una madre che, per esempio, sceglie di abortire perche' la gravidanza le sarebbe fatale? Perche' la vita della madre ha meno valore, automaticamente, di quella del feto di poche settimane che porta in grembo? E se la madre avesse gia' tre, quattro figli che sarebbero lasciati senza l'affetto della madre?
Non sto dicendo che gli abortisti abbiano ragione e gli antiabortisti no, sto solo dicendo che la durezza, la monoliticita' della posizione degli antiabortisti e' sospetta, pericolosa, potenzialmente dispotica. la legge di dio, del dio che il vaticano diffonde, non puo' e non deve diventare legislazione dello stato. Se una cosa e' peccato, non e' eo ipso reato.
La legge sull'aborto non si tocca.
PS mi chiedo perche' la chiesa, invece di martellare l'opinione pubblica con la sua campagna dallo stile berlusconiano ("ripeti un'affermazione dieci, venti, trenta volte, non curarti delle reazioni, delle contestazioni, delle obiezioni...ripetila, ripetila e ancora ripetila...alla lunga, diventera' un'affermazione accettata, rispettata e magari anche esclusiva"), non chieda ai suoi fedeli una raccolta di firme per indire un nuovo referendum...Forse non e' tecnicamente possibile?
PPS; come ricordato dal Comitato di Bioetica (che spara spesso delle gran cavolate, ma tant'e'...), il documento firmato dai direttori dei reparti di Ginecologia delle universita' romane NON AGGIUNGE e NON TOGLIE NULLA alla Legge 194. Chi strumentalizzasse questa presa di posizione per stravolgere, o cancellare, la 194, farebbe un obbrobrio concettuale.
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1 commento:
ben detto, ben detto, ben detto, ben detto, ben detto!!!!!!
come può la chiesa sparare tutte queste storie sul 'difendere la vita dall'inizio fino AL SUO NATURALE TRAMONTO' e poi agire come nel caso welby, proprio non lo capisco...
...all'epoca dedicammo una intera lezione del nostro corso di teologia pastorale al dibattito sull'eutanasia, nella nostra facoltà!
ed il nostro professore denunciava proprio questa inspiegabile incongruenza tra il 'difendere ora e sempre il NATURALE corso della vita' da una parte ed il caso welby dall'altra. cosa ci sia di NATURALE in una vita che continua solo grazie ad un macchinario di respirazione ARTIFICIALE, solo il vaticano può spiegarlo!!!!
senza contare che - a parte tutto questo enorme discorso sull'eutanasia - una volta morto welby si il discorso sarebbe dovuto diventare ben diverso, a mio modo di vedere... a quel punto era una questione di misericordia e di rispetto, non di etica!!!
l'ennesima dimostrazione che per la chiesa cattolica il dogma, la dottrina astratta è ben più importante della persona umana concreta che si trova davanti... e se questo è un ragionamento cristiano, allora io sono raffaella carrà!!!!!
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