lunedì 3 dicembre 2007

Benedetto Ratzinger...Parte 2

Continuo a leggere, con grande fatica, e a commentare la nuova enciclica papale.


[R] “vorrei partire dalla forma classica del dialogo con cui il rito del Battesimo esprimeva l'accoglienza del neonato nella comunità dei credenti e la sua rinascita in Cristo. Il sacerdote chiedeva innanzitutto quale nome i genitori avevano scelto per il bambino, e continuava poi con la domanda: « Che cosa chiedi alla Chiesa? » Risposta: « La fede ». « E che cosa ti dona la fede? » « La vita eterna »”

Avanzo fortissimi dubbi sul fatto che il battesimo sia eo ipso un rito da impartire al neonato. Mi chiedo a quale “forma classica” faccia riferimento ratzinger. Nel Nuovo testamento, a quanto mi risulta, tutti (tutti) gli episodi di battesimo testimoniati riguardano adulti (lo stesso gesu’ viene battezzato a 30 anni, e mai richiede di andare a battezzare nel suo nome i neonati), o eventualmente adulti che coinvolgevano nel rito anche la famiglia (e gli eventuali bambini), con un senso quindi ben diverso dall’odierno battesimo. Tale atto, ad oggi, e’ de facto la principale obiezione del libero arbitrio, poiche’ si fonda sulla convinzione vaticana che il bambino, nato peccatore, sia irredimibile da dio se non interviene la chiesa a “cooptarlo” con un sacramento esteriore e del tutto privo di valore, per il vissuto del neonato. Se le chiacchiere vaticane insistono sul libero arbitrio come dono di dio, pare invece che se non ci sia questo atto del tutto imposto e non-libero (cioe’ il battesimo), la salvezza vada a farsi benedire, per fare una battuta...

Segue una noiosa, e scialba, parte dell'enciclica dove vengono proposte e commentate delle tappe dello sviluppo del pensiero umano a proposito di alcuni temi. Il tono generale, a mio modesto parere, e' quello di un manuale di medio livello di storia, o di filosofia.

[R] È la nuova correlazione di esperimento e metodo che mette l'uomo in grado di arrivare ad un'interpretazione della natura conforme alle sue leggi e di conseguire così finalmente « la vittoria dell'arte sulla natura » (victoria cursus artis super naturam). La novità – secondo la visione di Bacone – sta in una nuova correlazione tra scienza e prassi. Ciò viene poi applicato anche teologicamente: questa nuova correlazione tra scienza e prassi significherebbe che il dominio sulla creazione, dato all'uomo da Dio e perso nel peccato originale, verrebbe ristabilito”

Quello che il Verulamio qui direbbe e’, in tutta evidenza, un iperbole retorica. Prendiamo, anziche’ l’inizio del “dramma moderno”, il suo emblematico “termine”, dove i giochi si evidenziano piu’ chiaramente. Questo “termine” e’ (volutamente?) rimosso nell’enciclica. E’ Galilei. In Galileo vediamo quanto poco vera sia questa lettura della modernita’ razionalistica operata dal papa.

[R] Ma con la sua vittoria si è reso evidente anche l'errore fondamentale di Marx. Egli ha indicato con esattezza come realizzare il rovesciamento. Ma non ci ha detto come le cose avrebbero dovuto procedere dopo.”

Qui ratzinger e’ quasi comico...questa e’ la classica obiezione che ogni scolaretto di liceo fa al professore quando spiega Marx. Mi sia consentito quindi di rispondere alla “profonda” obiezione papale con parole semplici. Proprio perche’ Marx voleva che il suo fosse un socialismo “scientifico”, si rifiutava di fornire “ricette per il futuro”. L’analisi marxiana aveva sottomano le condizioni attuali della societa’, le leggeva in maniera sedicente “scientifica” e ne estrapolava quella che Marx riteneva la “logica interna”, che sulla base del ritmo della storia non poteva che portare al rovesciamento della borghesia ad opera del proletariato. Stop. La societa’ comunista NON e’ oggetto di trattazione scientifica da parte di Marx, mentre lo e’ (almeno nelle sue intenzioni, ovviamente) l’AVVENTO della societa’ comunista.

Forse ratzinger si sarebbe trovato piu’ a suo agio con un marx-fattucchiera, che predice il futuro? Per le fattucchiere ratzinger aveva gia’ sottomano la soluzione, gia’ sperimentata nel corso dei secoli: il rogo.

Marx non voleva essere un profeta, un “pastore” che indica la via. Il pecorone ratzinger, questo, non l’ha ancora capito, nonostante anni ed anni di studi...ma chi gli ha mai insegnato in modo cosi’ sciatto???

E leggi come ratzinger calca la mano, dopo essersi creato un’immagine di Marx a proprio uso e consumo, totalmente errata e ignorante (nel senso “che ignora”):

[R] Egli supponeva semplicemente che con l'espropriazione della classe dominante, con la caduta del potere politico e con la socializzazione dei mezzi di produzione si sarebbe realizzata la Nuova Gerusalemme. Allora, infatti, sarebbero state annullate tutte le contraddizioni, l'uomo e il mondo avrebbero visto finalmente chiaro in se stessi. Allora tutto avrebbe potuto procedere da sé sulla retta via, perché tutto sarebbe appartenuto a tutti e tutti avrebbero voluto il meglio l'uno per l'altro. Così, dopo la rivoluzione riuscita, Lenin dovette accorgersi che negli scritti del maestro non si trovava nessun'indicazione sul come procedere. Sì, egli aveva parlato della fase intermedia della dittatura del proletariato come di una necessità che, però, in un secondo tempo da sé si sarebbe dimostrata caduca. Questa « fase intermedia » la conosciamo benissimo e sappiamo anche come si sia poi sviluppata, non portando alla luce il mondo sano, ma lasciando dietro di sé una distruzione desolante. Marx non ha solo mancato di ideare gli ordinamenti necessari per il nuovo mondo – di questi, infatti, non doveva più esserci bisogno. Che egli di ciò non dica nulla, è logica conseguenza della sua impostazione. Il suo errore sta più in profondità. Egli ha dimenticato che l'uomo rimane sempre uomo. Ha dimenticato l'uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male. Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo: l'uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli.”

Quanto fervore, papa ratzinger, ma si calmi! Marx non ha mai detto / pensato / scritto quello che lei crede o vuol far credere...

Mai la sovrastruttura e’ meccanica conseguenza della struttura, mai la liberta’ e’ stata teoricamente negata da Marx (anzi, lo sviluppo di tutte le potenzialita’ libertarie umane era il motore che alimentava il suo fallimentare sogno). Allora tutto avrebbe potuto procedere da sé sulla retta via, perché tutto sarebbe appartenuto a tutti e tutti avrebbero voluto il meglio l'uno per l'altro.”...No, papa ratzi, stai delirando...O peggio, stai mistificando e banalizzando il pensiero marxiano (NON marxista), vuoi per tua ignoranza, vuoi per calcolo. Una volta rovesciata la struttura della societa’ (=il dominio della borghesia sul proletariato), SOLO ALLORA avrebbe potuto iniziare ad essere edificato un nuovo mondo. Niente di “automatico” o di “meccanico”. Il “materialismo” non e’, eo ipso, un “meccanicismo”.

[R] La ragione del potere e del fare è già la ragione intera? Se il progresso per essere progresso ha bisogno della crescita morale dell'umanità, allora la ragione del potere e del fare deve altrettanto urgentemente essere integrata mediante l'apertura della ragione alle forze salvifiche della fede, al discernimento tra bene e male. Solo così diventa una ragione veramente umana. Diventa umana solo se è in grado di indicare la strada alla volontà, e di questo è capace solo se guarda oltre se stessa. “

E chi dice il contrario? Fa un po’ sorridere, questo papa, quando redige questo documento molto accademico, del tutto avulso dalla concretezza e dalla profondita’ dei pensieri della modernita’...Ma in realta’ sai dove vuole andare a parare il papa con questo discorso? Vuole preparare il terreno all’equazione, surrettiziamente e subliminalmente suggerita in questo modo, tra “ragione che guarda oltre se stessa” = “ragione che si DEVE appoggiare alla fede”. Un’equazione assurda.

E vedi come poi si attorciglia in un discorso senza piu’ ne’ capo ne’ coda, che non puo’ che essere risolto con una capriola dialettica che non c’entra nulla con le premesse:

[R] Così in tema di libertà, bisogna ricordare che la libertà umana richiede sempre un concorso di varie libertà. Questo concorso, tuttavia, non può riuscire, se non è determinato da un comune intrinseco criterio di misura, che è fondamento e meta della nostra libertà. Diciamolo ora in modo molto semplice: l'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza.”


[R] nella conoscenza crescente delle strutture della materia e in corrispondenza alle invenzioni sempre più avanzate, si dà chiaramente una continuità del progresso verso una padronanza sempre più grande della natura. Nell'ambito invece della consapevolezza etica e della decisione morale non c'è una simile possibilità di addizione per il semplice motivo che la libertà dell'uomo è sempre nuova e deve sempre nuovamente prendere le sue decisioni.”

Buono, invece, questo spunto...certo non e’ nuovissimo, vedi Sartre e Jaspers, ma accontentiamoci.

[R] il retto stato delle cose umane, il benessere morale del mondo non può mai essere garantito semplicemente mediante strutture, per quanto valide esse siano. Tali strutture sono non solo importanti, ma necessarie; esse tuttavia non possono e non devono mettere fuori gioco la libertà dell'uomo. Anche le strutture migliori funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle convinzioni che siano in grado di motivare gli uomini ad una libera adesione all'ordinamento comunitario. La libertà necessita di una convinzione; una convinzione non esiste da sé, ma deve essere sempre di nuovo riconquistata comunitariamente.”

Sono perfido io o e’ naturale che io chieda conto a ratzinger di queste sue parole, quando penso alla chiesa come istituzione terrena? E quale coerenza c’e’ tra queste parole e le scelte morali (e non “teologiche”) che vengono imposte dogmaticamente dalla chiesa ai suoi fedeli, scelte morali che sono dalla chiesa spacciate per “diktat” di dio?

[R] D'altra parte, dobbiamo anche constatare che il cristianesimo moderno, di fronte ai successi della scienza nella progressiva strutturazione del mondo, si era in gran parte concentrato soltanto sull'individuo e sulla sua salvezza. Con ciò ha ristretto l'orizzonte della sua speranza e non ha neppure riconosciuto sufficientemente la grandezza del suo compito – anche se resta grande ciò che ha continuato a fare nella formazione dell'uomo e nella cura dei deboli e dei sofferenti.”

Qui, a sorpresa, sono d’accordo con il papa. Il cristianesimo deve in toto essere piu’ persuasivo, “piu’ preferibile” della scienza – sempre che un dualismo di questo tipo abbia senso e valore, al di fuori delle schematizzazioni accademiche in cui nasce e prospera. Il cristianesimo e’ COLPEVOLE nei confronti della sua missione “cattolica”, quando lascia l’”esteriorita’” in mano alla scienza e si concentra sull’”interiorita’”. Pero’...mamma mia, quanto e’ imbarazzante maneggiare queste grossolane semplificazioni...la “scienza” e la “fede”...mah...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

azz!

Fabio

http://fireman.ilcannocchiale.it

Anonimo ha detto...

Pupò, sono sempre più sbalordito!
Ma perchè tutti i miei uomini ideali o sono già fidanzati, o sono troppo giovani, o sono etero? E' un'ingiustizia, ecco! ;-)

Lovestoned ha detto...

Per quanto riguarda il battesimo ed il suo ruolo... hai più o meno ragione!
In quanto studente di teologia, posso essere(più o meno)sicuro che la testimonianza neotestamentaria è unanime: il battesimo dei neonati non esiste, perchè esso rappresentava il rito tramite il quale il nuovo credente entrava - de facto - nella comunità cristiana.
nei primi secoli del cristianesimo (prima di Costantino)si doveva addirittura superare una catechesi di 3-5 anni prima di poter CHIEDERE di poter essere battezzati... e ovviamente questo era solo il primo passo di un lungo iter...

dobbiamo ringraziare quel represso di Agostino e la sua dottrina del peccato originale (una oscenità che, per quel che mi riguarda,ha pressochè rovinato il cristianesimo stesso!!!) se questa prassi del pedo-battesimo ha prespo piede nel cristianesimo...

ecco perchè sono assolutamente ed irrimediabilmente contrario al pedo-battesimo...

scusa per la filippica!!!

ciao!

ErPupone ha detto...

Grazie Lovestoned per la tua "testimonianza". In effetti, anche al di la' della filologia, e' curioso che si ponga l'accento sul "libero arbitrio" ma che poi un atto per definizione del tutto non-libero (il pedobattesimo) sia la conditio sine qua non per poter accedere al regno dei cieli...
PS spero che tutti diano il loro 8 per 1000 alla chiesa valdese...una spiritualita' pulita, chiara, radiosa...da ammirare!
PPS che tajo pensarti studente di teologia chino su un testo veterotestamentario ma con Justin Timberlake nell'ipod! :-)))
Ciaooo