Sto leggendo l'ultima enciclica papale, e ho notato che ad ogni riga, o quasi, non riesco a trattenermi dal dissentire o criticare quanto leggo...e allora perche' non pubblicare il testo del pastore tedesco accompagnato dai miei commenti? In fondo il blog e' mio...
[R] "La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino.” Che ne e’, di questa “speranza”, se la felicita’ diventa di questo mondo?
[R] “Quanto sia stato determinante per la consapevolezza dei primi cristiani l'aver ricevuto in dono una speranza affidabile, si manifesta anche là dove viene messa a confronto l'esistenza cristiana con la vita prima della fede o con la situazione dei seguaci di altre religioni.”
E se la speranza non fosse “affidabile”? Anzi...svariati passi della bibbia non sembrano mettere l’”inaffidabilita’”, la “sproporzione” tra il credere e il sapere, in grande e fondamentale evidenza? Che valore ha una speranza “conveniente”?
[R] “Solo quando il futuro è certo come realtà positiva, diventa vivibile anche il presente.”
Come sopra...questa speranza e’ solo per chi deve “sopportare” il presente? Subito dopo Ratzinger cita l’esempio della schiava del Darfur...
[R] "Anche lei era amata, e proprio dal « Paron » supremo, davanti al quale tutti gli altri padroni sono essi stessi soltanto miseri servi."
La santa ha avuto la sua vendetta sui “padroni”. Si e’ sottomessa ad un padrone piu’ potente, che l’ha fatta trionfare sui padroni meno potenti.
[R] "Mediante la conoscenza di questa speranza lei era « redenta », non si sentiva più schiava, ma libera figlia di Dio."
Pur rimanendo schiava. Anzi, a questo punto, quanto piu’ si faceva schiava.
[R] "la religione di Stato romana si era sclerotizzata in semplice cerimoniale, che veniva eseguito scrupolosamente, ma ridotto ormai appunto solo ad una « religione politica ». Il razionalismo filosofico aveva confinato gli dèi nel campo dell'irreale. Il Divino veniva visto in vari modi nelle forze cosmiche, ma un Dio che si potesse pregare non esisteva."
Falso, derivante da un nozionismo da manuale. I fermenti religiosi erano all’ordine del giorno, e il “cristianesimo” era uno dei tanti - e nemmeno il piu' originale - tra i movimenti religiosi che scuotevano l’impero a quell’epoca. Il “razionalismo filosofico” aveva innanzitutto poco mordente sulla gran parte della societa’, e comunque era cosi’ poco responsabile del “confinamento degli dei nell’irrazionale” che il cristianesimo delle origini, uscito dalla clandestinita’, non ha avuto di meglio da fare che emularlo e sincretizzarlo nella nuova dottrina.
Forse ratzinger confonde Diderot con Zenone.
In un liceo, un’affermazione del genere varrebbe un’insufficienza.
[R] "non le leggi della materia e dell'evoluzione sono l'ultima istanza, ma ragione, volontà, amore – una Persona"
Questa frase andrebbe benissimo per descrivere lo stoicismo, molto piu’ che un Tertulliano...
A parte l’accenno surrettizio, immotivato, anacronistico e strumentale all”evoluzione”...Forse ratzinger confonde Darwin con Crisippo
[R] "La figura di Cristo viene interpretata sugli antichi sarcofaghi soprattutto mediante due immagini: quella del filosofo e quella del pastore."
Non direi, soprattutto non direi “soprattutto”...Il “pastore” era un’iconografia classica (vedi il “Pimandro” del Corpus Hermeticum...”Pimandro”, “Ποιμανδηρ”, significa “pastore di uomini”), il “filosofo” era una figura disprezzata dai primi cristiani.
To be continued...
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