Ieri a Roma il "popolo del PD" (non tutto, per la verità) ha sfilato e si è riunito a Circo Massimo per manifestare (civilmente e compostamente, come ormai impone la dispotica morale imperante) contro il governo.
Una protesta a orologeria, programmata da tempo, e per questo, tanto per iniziare, poco spontanea e un po' "artificiale" già per come è nata. Ma tant'è, di motivi per manifestare contro il governo, e contro berlusconi in particolare, non si finirebbe mai di trovarne di nuovi.
Spiace non sentire mai un'autocritica, da parte del cosiddetto centrosinistra, a proposito della loro posizione su berlusconi. Non si può oscillare, nel giudizio su un pluripregiudicato, su un variamente condannato o prescritto, o addirittura autoprescritto o autoassolto: si sarebbe da sempre dovuto dire quello che il nano di arcore ripete ad ogni piè sospinto nei confronti del centrosinistra italiano, l'ultima volta proprio ieri: "questa roba gli elettori ci propinano, con questa roba dobbiamo avere a che fare". Ma non si sarebbe dovuto, nemmeno per un attimo, cedere alla tentazione di "dialogare" con berlusconi su questioni istituzionali. Berlusconi, all'estero se lo ricordano bene, è "UNFIT" a governare l'italia.
E chi se ne frega se la maggioranza (si fa per dire) lo vota. La maggioranza va anche a vedere i film di Vanzina, ma mica dobbiamo aspettarci un Oscar ai film dei Vanzina...
Qualche commento preso qui e lì dalla pagina di Repubblica dedicata alla cronaca di ieri:
Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati, ha detto: "Veltroni se ne faccia una ragione, la più grande manifestazione democratica di questo Paese c'è stata il 13 e 14 aprile 2008 quando gli italiani hanno scelto, con larghissima maggioranza di consensi, Silvio Berlusconi alla guida dell'Italia".
Il PDL ha preso, alla Camera, 13.629.069 voti, contro i 12.092.969 del PD, al Senato invece 12.510.306 per il PDL e 11.042.326 per il PD. Il PDL ha vinto le elezioni, in modo chiaro e netto, ma dipingere un paese che plebiscitariamente vota per berlusconi e affossa il PD è un po' da Minculpop...ovviamente, per amor di verità, occorre sommare al voto del PDL anche i tantissimi (ahimè) voti della Lega Nord, i voti più ignoranti che ci siano. Purtroppo, come dicevo, sono tanti, perchè tanti sono i beceri che vanno dietro a un bossi, a un castelli, a un calderoli, persone con cui mi vergognerei a prendere un caffè insieme.
Quello che voglio comunque sottolineare è che E' FALSO definire "larghissima maggiornaza di consensi" la vittoria netta del PDL nei confronti del PD alle scorse elezioni.
Lupi usa (chissà se lo sa) un vecchissimo "trucco" della retorica, manipolando il "senso comune" (che è stato convinto, sulla base del numero di deputati e senatori, non sulla base del numero di voti, che il PDL ha preso una barca di consensi in più) e esasperandolo en passant nel suo discorso, a fini propagandistici. Probabilmente, spero per lui, senza nemmeno rendersene conto, lui per primo esponente di quel "senso comune" dopato.
Inoltre, quello che voglio anche sottolineare è un altro fondamentale aspetto: se volessi usare la demagogia della destra, direi che in italia ci sono 60 milioni di persone, e se 13 milioni di italiani hanno votato per il PDL, ce ne sono quindi 47 milioni che NON l'hanno voluto votare...Visto che voglio essere un po' più onesto, dico che il corpo elettorale è di circa 47.000.000 di elettori per la camera (più i 2 milioni e passa del voto estero). Si tratta comunque di comprendere che su 47.000.000 di elettori ci sono stati, il 13 e 14 aprile 2008, ben 31.000.000 di elettori che NON hanno voluto berlusconi al governo.
A casa mia, è QUESTA la maggioranza da contrapporre alle pseudoadunate millantate dagli esponenti di centrodestra. Fino a che mi si parla di "netta vittoria elettorale" non ho niente da dire (visto che il PDL ha vinto nettamente nel numero relativo dei voti), ma se si vuol far passare l'idea di un semiplebiscito degli italiani verso berlusconi, allora il discorso cambia. Non si sta parlando più di voti, ma di votanti, e anzi di abitanti dell'italia: e allora, se 13 milioni hanno votato PDL, rimane vero che 31 milioni di elettori NON ha votato PDL, e ben 47 milioni di ITALIANI NON hanno voluto berlusconi.
Infine, paragonare la manifestazione di piazza al voto politico è un po' da confusi, un po' da "turisti della democrazia" (per usare una bellissima espressione autoreferenziale che berlusconi coniò in uno dei momenti più imbarazzanti della vita politica italiana all'estero).
Il collega di Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, vicepresidente del Senato, sembra fare la stessa confusione: "Cosa pensa l'Italia si è visto col voto", dice.
no, mi spiace. Se così fosse, non avrebbe senso ALCUNA manifestazione antigovernativa. Inoltre, anche se fosse vero che il "pensiero" degli italiani sia rapresentato, una volta per tutte, dal voto, rimane altrettanto vero che la minoranza ha il DOVERE e il DIRITTO di dissentire dalla maggiornaza e dal governo, e la maggiornaza e il governo ha il DOVERE di ascoltare con rispetto ed attenzione le critiche dell'opposizione, senza bollarle con la patente di "inutili perchè contrarie al voto popolare". Considerare il voto come l'investitura a carta bianca del vincitore (e la conseguente riduzione all'irrilevanza di chi il voto non ha premiato) è un ignorare i fondamenti della democrazia parlamentare ed occidentale, nonchè un propagare un'idea pericolosa e criptofascista della democrazia e del suo momento più alto, il voto appunto.
Nulla da dire, una volta tanto, sulle parole di Italo Bocchino ("più che altro sembra il giorno della resa dei conti interna al Pd"), di Sandro Bondi ( "[questa manifestazione] era necessaria perché era in gioco la sopravvivenza stessa del Pd") e di Lucio Malan ("[un discorso] ricco di parole, a volte anche suggestive, ma povero di idee su come affrontare i problemi concreti dell'Italia"): hanno espresso loro opinioni personali, discutibili o meno ma comunque opinioni fondate su una loro valutazione degli avvenimenti. Per inciso, non mi sento nemmeno di dar loro completamente torto, sebbene in realtà mi pare che Veltroni, vs Malan, abbia indicato soluzioni precise ai problemi sollevati: che poi queste soluzioni siano gradite o meno, è un altro discorso.
Arriviamo al pupazzetto del PDL, l'ex radicale, ex antiproibizionista, ex rosanelpugnista, ex centrosinistro, ex persona dignitosa Daniele Capezzone, che sfidando coraggiosamente il senso del ridicolo dichiara: "Se [Veltroni] dice che un terzo degli italiani è con il Pd, vuol dire che i due terzi sono con Berlusconi. Se si appella al reale contro il virtuale, dimentica la cosa più reale, il voto di aprile, che ha drammaticamente bocciato il Pd. Terzo: come fa a parlare contro le tasse chi, con Prodi e Visco, ha tartassato gli italiani? L'elogio di Prodi, in questo senso, è imbarazzante"
Capezzone, Capezzone...ma che boutade è mai questa? "Se un terzo degli italiani è con il PD, VUOL DIRE che due terzi sono con Berlusconi"???? Ma nemmeno il mio gatto ha una logica così sottosviluppata!!!! Anche lui sa che se una ciotola di pappa è per lui, non vuol dire che le altre due sono per il gatto della vicina: sa che semplicemente "non sono per lui"!
Ma si può avere un simile decerebrato come portavoce? ma non si vergognano, gli elettori di FI?
Sul voto di Aprile vs la manifestazione e il PD, abbiamo già speso troppe parole, poco più sopra, e forse sono parole troppo sofisticate ed elaborate per un amens come Capezzone...
Infine, per le tasse, ammesso e non concesso che "Visco e prodi" abbiano "tartassato" gli italiani...(cosa non vera, per inciso...l'abolizione dell'ICI, per dire, l'aveva iniziata il precedente governo, ma berlusconi se ne è arrogato tutto il merito, e via di questo passo): proprio sulle tasse è bene, per il PDL, sorvolare e glissare...dopo ANNI passati a battere su questo chiodo fisso, dopo ANNI passati (proficuamente, a quanto pare) a manipolare il "senso comune" di cui sopra e fargli "sentire" che il Centrodestra abbassa le tasse e il Centrosinistra le alza...dopo tutti questi anni, ancora non rende conto di un paio di "fattarelli":
1) Con che coraggio parla di tasse, di pressione fiscale e di abuso di tassazione uno che le tasse le ha evase, uno che, da Presidente del Consiglio, ha pubblicamente dichiarato di comprendere ed appoggiare le ragioni di chi si sente "intimamente" in dovere di evaderle, e che ha usato per le sue aziende un condono fiscale da lui stesso firmato, senza contare il rientro dei capitali illegalmente posteggiati all'estero?
2) Visto che berlusconi ha governato, con maggioranze parlamentari bulgare, questo paese per la legislatura più lunga che la storia repubblicana ricordi, come mai non le ha abbassate allora, le tasse? O meglio...come mai la pressione fiscale per il cittadino e le imprese non si è abbassata durante il suo lunghissimo e semimonocratico governo 2001-2006? E cosa pensa di fare, ora che è di nuovo al governo con maggioranze nordcoreane (grazie ad una sciagurata legge elettorale, votata da una maggiornaza di centrodestra al solo scopo di mettere i bastoni fra le ruote all'allora opposizione che si apprestava ad andare al voto con i favori del pronostico)? Invece di rimembrare le nefandezze di Visco e Prodi, cosa sta facendo berlusconi per abbassare le tasse?
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2 commenti:
Grande Pupone, come sempre! :D
Ciao Gan grazie...ho poco tempo per scrivere, ultimamente, ma oggi mi rodeva proprio!
PS lo sapevo già, ma leggendo il tuo blog si percepisce concretamente quanto il tuo animo sia poetico...:-)
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