Si sente dire spesso, in questi giorni, che a Roma il "doping" che ha consentito a Gianni Alemanno di battere il portasfiga - e perdente - Francesco Rutelli sia stato il tema della "sicurezza". Si sente anche spesso dire - da sinistra - che questo strillare da parte della destra sia stato una strumentalizzazione delle paure della gente. Il meccanismo sarebbe stato, in questo caso, prendere alcuni fatti di cronaca (i delitti commessi da cittadini non italiani) e "pomparli", creando ed ingigantendo la portata di un fenomeno tutto sommato ovvio, quale la tendenza a delinquere di chi viene in Italia a causa di condizioni sociali ed economiche disastrose dei loro paesi d'origine. Si shakera il tutto "legittimando" la parte peggiore, piu' bestiale e ignorante, dell'elettorato, consentendogli di credere (o spingendo affinche' creda) che sia legittimo applicare la legge del taglione, o coltivare la speranza che il commettere un reato, o peggio ancora commettere uno stupro o un omicidio costituisca motivo sufficiente per dare sfogo al proprio sentimento di rivalsa e di vendetta sociale.
Io voglio solo dire che innanzitutto le violenze e gli omicidi per mano di "stranieri" costituiscono comunque una piccola percentuale delle violenze e degli omicidi totali, visto che la maggior parte la commettono gli italiani. Ed e' un'obiezione stupida ribattere che questa cosa e' ovvia, visto che la popolazione residente in Italia e' costituita soprattutto da italiani. Se ci si deve indignare perche' qualcuno ruba la vita ad un'altra persona, ci si deve indignare sempre e comunque, "senza se e senza ma".
Ma soprattutto vorrei far notare che se l'Italia fosse notoriamente un paese in cui le regole ci sono, e sono rispettate, questo sarebbe un deterrente sufficiente per molti "stranieri" a cercare altri lidi per "andare a delinquere", come si ama dire (come se uno si svegliasse un giorno in Romania e dicesse "va be', oggi vado a delinquere in Italia!").
Il mondo intero lo sa, che in Italia le regole non ci sono, e se ci sono non valgono un cazzo. E il mondo intero lo sa non solo perche' l'italiano e' "famoso" per essere furbetto ed opportunista, ma anche perche' c'e' gentaglia, come i vari Berlusconi e compagnia brutta, che sulle regole ci cagano sopra. Vogliamo ricordare il famoso discorso di Berlusconi sul "sentimento intimo" che renderebbe "giusto per natura" evadere le tasse, a certe condizioni? O del suo creare delle contro-regole ad hoc per neutralizzare gli effetti di quelle regole che gli andrebbero contro (leggi: i processi)? Vogliamo ricordare che da decenni se ne frega del fatto che Rete 4 e' abusiva? E tutti i magheggi per aggirare, in Italia e all'estero (Spagna, Francia, ecc ecc) le leggi antitrust? E le geniali cessioni dei mass-media ai familiari, per evitare il conflitto di interessi? E, ultima ma non ultima, la questione Alitalia? L'UE ci ricorda, prudenzialmente, che gli aiuti di stato non sono legittimi, perche' snaturano il libero mercato (chissa' se ci arriva a capirlo, il "liberale" Berlusconi), e Berlusconi che fa? Dice "non rompeteci i coglioni, o l'Alitalia la faccio comprare dallo stato" (cioe' da noi, come se lo stato italiano potesse accollarsi altri debiti)...Anche questa volta, totale disprezzo delle regole, totale manipolazione, a proprio uso e consumo, delle regole, totale mancanza di percezione del valore, anche educativo, del seguire delle regole che per loro natura preesistono al gioco...
Poi ci stupiamo che l'Italia sia vista nel mondo come il paese dove si puo' andare a violare le regole e rimanere impuniti?
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